Storie di Tradimento

Tradire con l'Ex: Perché Succede Così Spesso

Sara Marchetti

Sara Marchetti

Curatrice — Psicologia delle relazioni

9 min di lettura
tradire con l'ex — Storie di Tradimento
In breve
  • L'ex vince per comodità: intimità già costruita, rischio percepito basso, zero corteggiamento.
  • La memoria è selettiva: conserva gli inizi e cancella i motivi della fine.
  • Selterman: il tradimento spesso non nasce dal disamore ma da fattori situazionali.
  • Per 9 italiani su 10 anche sexting e flirt sono infedeltà: la chat conta.

Tradire con l'ex è lo scenario che ricorre più spesso nelle storie di infedeltà che raccogliamo da anni: non la sconosciuta incontrata in viaggio, non la passione improvvisa per una persona nuova, ma qualcuno che nella vita di chi tradisce c'era già stato. Un amore di gioventù, la fidanzata storica, a volte perfino un ex coniuge.

A prima vista sembra un controsenso: quella storia era finita, e di solito per buone ragioni. Eppure l'ex torna, e torna più spesso di chiunque altro. Non per destino: per una serie di meccanismi molto concreti — familiarità, nostalgia, occasioni — che dopo i cinquanta pesano più che a venti.

Qui smontiamo quei meccanismi uno per uno. Capire perché l'ex è il candidato perfetto è il modo migliore per non farsi trovare impreparati, da qualunque lato della storia vi troviate.

Perché l'ex è il candidato perfetto

Con una persona nuova tutto è da costruire: la confidenza, i tempi, il linguaggio, perfino il coraggio di mostrarsi a qualcuno che non ci ha mai visti. Con un ex quel lavoro è già stato fatto, anni fa. È la differenza tra scalare una parete e aprire una porta con la chiave in tasca.

Perché l'ex è il candidato perfetto

La familiarità è il primo motore. L'ex conosce già i nostri difetti, le nostre manie, il nostro corpo com'era e com'è diventato. Davanti a lui o a lei non c'è da recitare la versione migliore di sé: l'intimità c'è già stata, e l'intimità, una volta costruita, non si azzera mai del tutto. Si mette in pausa.

Il secondo motore è il rischio percepito, che con un ex sembra crollare. È una persona già collaudata, che conosce le regole della discrezione e che spesso appartiene a un altro capitolo della vita: un'altra città, un altro giro di amicizie, nessun collega in comune. La sensazione — quasi sempre illusoria — è che tutto possa restare confinato lì, in un tempo parallelo che non tocca il presente.

Il terzo motore riguarda soprattutto gli uomini oltre i cinquanta: il corteggiamento. Conquistare una sconosciuta a cinquantacinque anni significa esporsi al giudizio, al rifiuto, al confronto con uomini più giovani. L'ex invece ci ha già scelti una volta, quando eravamo al massimo. Il messaggio implicito è potentissimo per l'autostima: con lei non devo dimostrare niente.

Messi in fila, i tre motori spiegano perché la strada dell'ex sia quella con meno attrito:

  • Familiarità: intimità già costruita, niente da conquistare.
  • Rischio percepito basso: discrezione collaudata, mondi separati.
  • Autostima protetta: nessun esame da superare, nessun rifiuto da temere.

La porta mai chiusa: come lavora la nostalgia

La memoria non è un archivio: è uno sceneggiatore. Dei vecchi amori conserva i primi baci, le estati, le notti in macchina a parlare fino all'alba, e taglia sistematicamente le scene peggiori: i litigi, la gelosia, la noia, i motivi veri per cui quella storia è finita. Più passano gli anni, più il montaggio diventa generoso.

La porta mai chiusa: come lavora la nostalgia

C'è di più. Molte relazioni di gioventù non finiscono per un vero fallimento, ma per circostanze: un trasferimento, il servizio militare, i genitori contrari, la vita che spinge in direzioni diverse. I terapeuti di coppia osservano che queste storie interrotte — più che concluse — restano nella testa come domande aperte: che cosa sarebbe successo se? L'ex, in questi casi, non è solo una persona: è la risposta mai data.

A questo si aggiunge un confronto strutturalmente impari con il presente. Dopo venti o trent'anni di matrimonio, il partner attuale è associato a bollette, figli, ospedali, silenzi a tavola. L'ex vive in un tempo che non ha mai conosciuto niente di tutto questo: è per sempre giovane, per sempre leggero, per sempre estate. Non è un confronto tra due persone: è un confronto tra una persona reale e un ricordo montato ad arte. Il ricordo vince sempre.

«Quando l'ho rivista alla cena del liceo, dopo trentacinque anni, non ho rivisto una donna di cinquantasette: ho rivisto la ragazza del muretto. Mia moglie non poteva competere con un fantasma. E a dirla tutta, nemmeno io.» — Franco, 59 anni, Bergamo

È il punto che quasi nessuno ammette: chi tradisce con l'ex spesso non tradisce con una persona, tradisce con la propria giovinezza. L'ex è la scorciatoia più credibile per tornare, per qualche ora, chi si era prima.

Social e rimpatriate: la fabbrica delle occasioni

Fino a vent'anni fa ritrovare un ex richiedeva impegno: numeri persi, amici da interrogare, città cambiate. Oggi basta un pollice. Facebook e WhatsApp hanno riportato a portata di mano tutte le persone che la vita aveva provveduto ad allontanare, e con loro tutte le domande rimaste aperte.

Social e rimpatriate: la fabbrica delle occasioni

Il copione è quasi sempre lo stesso, e conoscerlo aiuta a riconoscerlo. Una richiesta di amicizia «per curiosità». Un like a una foto delle vacanze. Gli auguri di compleanno dopo decenni di silenzio. Poi il gruppo dei compagni di classe, la rimpatriata, il messaggio dopo un lutto o una separazione: ho saputo, come stai? Ogni gradino sembra innocuo. È la scala nel suo insieme a portare in cantina.

Il punto critico è che questa escalation avviene quasi tutta per iscritto, in uno spazio che sembra non contare. Ma per gli italiani conta eccome: secondo l'Osservatorio sull'infedeltà 2025 di Gleeden, condotto con YouGov, per circa 9 italiani su 10 l'infedeltà comprende anche il sexting e il flirt aperto, non solo il tradimento fisico. La chat nostalgica con l'ex, insomma, non è una zona franca: è già territorio di confine.

E c'è un dettaglio da guardare in faccia: i momenti in cui il contatto riparte non sono casuali. Riparte nei passaggi fragili della vita — un pensionamento, un lutto, i figli che escono di casa, una crisi coniugale silenziosa. Chi cerca l'ex, molto spesso, sta cercando un'uscita di sicurezza da un presente che scricchiola. Il vecchio numero di telefono è solo la porta con la maniglia più comoda.

Cosa dice la ricerca: non è quasi mai disamore

La reazione istintiva di chi scopre un tradimento con l'ex è una sola: allora non ha mai smesso di amarla. La ricerca racconta qualcosa di più complicato, e per certi versi meno crudele.

Cosa dice la ricerca: non è quasi mai disamore

Lo studio di Selterman e colleghi pubblicato sul Journal of Sex Research ha individuato otto motivazioni distinte dietro l'infedeltà: rabbia verso il partner, mancanza di amore, scarso impegno nella relazione, bisogno di autostima, fattori situazionali come alcol, distanza o stress, sentirsi trascurati, desiderio sessuale, ricerca di varietà. Il dato chiave è che il tradimento spesso non nasce dal disamore.

L'ex è il candidato più frequente proprio perché intercetta più di queste motivazioni contemporaneamente. Il bisogno di autostima: essere ancora desiderati da chi ci ha conosciuti al massimo splendore. Il sentirsi trascurati: l'ex ha tempo, attenzione, parole che a casa mancano da anni. I fattori situazionali: la rimpatriata, il bicchiere di troppo, il messaggio arrivato nella settimana sbagliata. Nessuna di queste porte, da sola, significa «non amo più mia moglie». Insieme, però, formano un corridoio.

Vale anche sfatare l'idea che il rischio riguardi solo i giovani. I dati della General Social Survey americana, analizzati dall'Institute for Family Studies, mostrano che il picco di infedeltà maschile dichiarata arriva tra i settantenni, con il 26%. L'età non chiude la partita: a volte la riapre, proprio quando il tempo libero aumenta e i bilanci esistenziali si fanno più pesanti.

Attenzione, però: capire non significa assolvere. Le otto motivazioni spiegano il meccanismo, non cancellano la scelta. Sapere che l'ex è una scorciatoia emotiva serve a chi vuole difendere la propria coppia — non a fornire alibi a chi l'ha già attraversata.

Difendere la coppia senza processare il passato

Che fare, allora? Vietare al partner di avere avuto una vita prima di noi è impossibile, oltre che ridicolo. Ma tra il divieto e l'ingenuità esiste una via di mezzo, fatta di confini chiari e dichiarati.

Difendere la coppia senza processare il passato

Se il contatto con l'ex riguarda il vostro partner, la variabile decisiva non è il contatto in sé: è la trasparenza. Un caffè raccontato prima non è un caffè confessato dopo. La domanda giusta non è «lo vedi ancora?» ma «perché non me ne avevi parlato?». È la segretezza, non la nostalgia, a cambiare la natura delle cose.

Se invece il tentato siete voi, tre domande oneste prima di rispondere a quel messaggio. Cosa sto cercando davvero: quella persona o l'uomo che ero quando stavo con lei? Cosa manca oggi nella mia coppia, e l'ho mai detto ad alta voce a mia moglie? Sarei disposto a mostrare questa chat? La fantasia dell'ex parla quasi sempre del vostro presente, non del vostro passato: usatela come diagnosi, non come destinazione.

Alcuni confini concreti che i terapeuti di coppia suggeriscono quando un ex rientra in scena:

  • Niente chat private nostalgiche: il terreno del «ti ricordi quando» è il più scivoloso di tutti.
  • Incontri alla luce del sole: contesti di gruppo, orari diurni, occasioni raccontabili.
  • Il partner sa: se un messaggio andrebbe cancellato, la risposta l'avete già.
  • Tempismo sotto controllo: nei periodi fragili — lutti, crisi, grandi cambiamenti — il contatto si rimanda, non si coltiva.
«Mi ha scritto lei, dopo il funerale di un amico comune. Per due settimane ho risposto, e ogni messaggio era una sigaretta di contrabbando. Poi ho capito che non volevo lei: volevo tornare ad avere venticinque anni. Ho fatto vedere la chat a mia moglie. È stata la conversazione più difficile e più utile degli ultimi dieci anni.» — Paolo, 61 anni, Ancona

Conclusione

Tradire con l'ex non è più frequente perché i vecchi amori siano più forti: è più frequente perché sono più comodi. Familiarità che azzera la fatica, nostalgia che riscrive la memoria, social che moltiplicano le occasioni: tre forze che spingono nella stessa direzione, soprattutto nei passaggi fragili della vita.

Conclusione

La buona notizia è che nessuna di queste forze è irresistibile, e nemmeno invisibile. Il copione dell'ex che torna è tra i più prevedibili che esistano: la richiesta di amicizia, gli auguri, la rimpatriata, la chat che scivola. Chi lo conosce può fermarlo al primo gradino — o parlarne apertamente in coppia prima che diventi un segreto.

E se quel messaggio è già arrivato, la domanda da farsi non riguarda il passato ma il presente: cosa sta cercando, davvero, chi ha riaperto quella porta? Quasi mai la risposta è l'ex. Quasi sempre è una versione di sé che il tempo si è portato via, e che nessuna vecchia fiamma può restituire. Il presente, invece, si può ancora riparare: ma solo finché lo si guarda in faccia.

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Nota: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Se stai vivendo una situazione di crisi relazionale, ti consigliamo di rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta qualificato.

Chi ha scritto questo articolo

Sara Marchetti

Sara Marchetti

Curatrice — Psicologia delle relazioni · Cura i contenuti di psicologia delle relazioni di Storie di Tradimento

Cura i contenuti dedicati alla psicologia delle relazioni e del tradimento, basandosi sulla letteratura pubblicata (Gottman Institute, Journal of Sex Research, Mayo Clinic) e sulle migliaia di storie raccolte dalla community del canale. I suoi articoli non sostituiscono un percorso con un professionista della salute mentale.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026

Domande Frequenti

Perché l'ex azzera la fatica: l'intimità è già costruita, il rischio percepito sembra minore e non serve corteggiare. A questo si sommano la nostalgia, che idealizza il passato, e i social, che rendono il contatto facilissimo.

Per la grande maggioranza degli italiani sì, quando il tono diventa ambiguo: secondo l'Osservatorio Gleeden/YouGov 2025 circa 9 su 10 considerano infedeltà anche sexting e flirt aperto. Il vero spartiacque è la segretezza: una chat che va nascosta ha già cambiato natura.

Quasi mai. La ricerca di Selterman sul Journal of Sex Research mostra che il tradimento spesso non nasce dal disamore: contano autostima, sentirsi trascurati e fattori situazionali. Chi cerca l'ex di solito insegue la propria giovinezza, non quella persona.

Parlare del contatto subito, senza istruire un processo: chiedere trasparenza concreta, non giuramenti. Il punto da chiarire non è il passato ma il presente: cosa manca oggi nella coppia perché quella porta sia tornata attraente.

Sì, ma regge solo a certe condizioni: contatti alla luce del sole, partner al corrente, niente chat nostalgiche private. Se il rapporto sopravvive solo nella segretezza, non è un'amicizia: è un'anticamera.

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