Storie di Tradimento

Le 8 Vere Motivazioni del Tradimento Secondo la Ricerca

Sara Marchetti

Sara Marchetti

Curatrice — Psicologia delle relazioni

9 min di lettura
motivazioni del tradimento — Storie di Tradimento
In breve
  • La ricerca di Selterman individua otto motivazioni distinte del tradimento
  • Spesso il tradimento non nasce dal disamore ma da bisogni inespressi
  • Il benessere di coppia cala già prima dell'infedeltà (Stavrova, 2023)
  • Se chi ha tradito risponde alle domande, la coppia sopravvive nell'86% dei casi

Le motivazioni del tradimento sono quasi sempre più complesse di come le liquida chi le riassume in una battuta: cercava di meglio, non la amava più, è fatto così. La ricerca dice altro. Lo studio di Selterman e colleghi pubblicato sul Journal of Sex Research ha analizzato le ragioni dichiarate da chi ha tradito e ne ha individuate otto, distinte e spesso intrecciate tra loro. La scoperta più scomoda è che il tradimento, in molti casi, non nasce dalla fine dell'amore. Nasce da bisogni rimasti senza nome per anni: rabbia mai detta, autostima appannata, la sensazione di essere diventati invisibili in casa propria. Per un uomo con venti o trent'anni di matrimonio alle spalle, dare un nome a queste spinte è il primo passo per capire che cosa è successo davvero, e per decidere che cosa fare adesso.

Le otto motivazioni individuate dalla ricerca

Nello studio pubblicato sul Journal of Sex Research, Selterman e il suo gruppo hanno chiesto a chi aveva tradito di spiegare il perché, senza filtri e senza doversi giustificare davanti al partner. Dalle risposte sono emerse otto motivazioni ricorrenti:

  • Rabbia verso il partner: il tradimento come rivalsa per ferite accumulate;
  • Mancanza di amore: il legame che si è raffreddato fino a spegnersi;
  • Scarso impegno nella relazione: nessuno dei due investe più energia nella coppia;
  • Bisogno di autostima: sentirsi ancora desiderabili, ancora qualcuno;
  • Fattori situazionali: alcol, distanza, stress che abbassano le difese;
  • Sentirsi trascurati: la percezione di non essere più visti dal partner;
  • Desiderio sessuale che dentro la coppia non trova più risposta;
  • Ricerca di varietà: il bisogno di rompere una monotonia diventata soffocante.

Il dato che ribalta il senso comune è questo: solo una parte di chi tradisce lo fa perché non ama più. Le altre motivazioni parlano di relazioni ancora vive ma trascurate, oppure di fragilità personali che con il partner c'entrano poco. Va nella stessa direzione lo studio di Stavrova, Pronk e Denissen pubblicato su Psychological Science nel 2023: il benessere personale e di coppia comincia a calare già prima che il tradimento avvenga. L'infedeltà, in altre parole, è spesso il sintomo di una crisi in corso, non la sua causa. Vediamole da vicino, a coppie, con le situazioni concrete in cui si presentano nella vita di un uomo maturo.

Rabbia e mancanza d'amore: quando tradire è un messaggio

La rabbia è la motivazione più difficile da ammettere, perché chi tradisce per rabbia raramente se ne accorge sul momento. Pensiamo a un professionista di 58 anni che per anni ha incassato critiche sul suo modo di guadagnare, di fare il padre, perfino di stare a tavola. Non ha mai detto questo mi ferisce: ha ingoiato. Poi una collega lo ascolta per un'ora senza correggerlo, e qualcosa si sposta. Il tradimento nato dalla rabbia non cerca prima di tutto il piacere: cerca un risarcimento. È un modo muto di dire al partner che il conto delle umiliazioni è arrivato a saldo, anche se il partner quel messaggio non lo leggerà mai o lo leggerà nel modo peggiore.

Diversa è la traiettoria della mancanza di amore. Qui non c'è rancore: c'è un vuoto. Una coppia che da quindici anni cena davanti al televisore senza chiedersi come è andata la giornata non litiga quasi mai, e proprio per questo si illude di stare bene. Il marito si accorge di essersi ridotto a ospite di casa propria solo quando qualcuno, fuori, gli fa una domanda vera: che cosa sogni per i prossimi cinque anni? Quella conversazione vale più di mille cene silenziose, e lo spaventa. Quando la motivazione è questa, il tradimento è spesso un addio già scritto, che aspetta solo il coraggio di essere pronunciato.

In entrambi i casi il punto non è l'altra persona: è ciò che si è smesso di dire dentro la coppia. Il risentimento ignorato non sparisce, trasloca. E quasi sempre trasloca fuori casa.

Scarso impegno e bisogno di autostima

Lo scarso impegno è la motivazione più silenziosa delle otto, perché non ha un momento di rottura: ha solo una lunga serie di rinunce. Quando i figli lasciano casa, molte coppie scoprono di non avere più un progetto comune. Lui smette di proporre un weekend fuori perché tanto siamo stanchi, lei smette di insistere, e nel giro di un anno il matrimonio diventa una coabitazione ben organizzata. Nessuno dei due ha fatto niente di grave; nessuno dei due ha fatto niente, ed è esattamente questo il problema. Lo spazio lasciato libero dall'impegno viene occupato da altro: conversazioni online con vecchie conoscenze, un flirt sul lavoro coltivato a piccole dosi.

Il bisogno di autostima lavora invece sull'identità. Dopo i 50 anni il corpo cambia, la carriera si stabilizza o si spegne, e lo specchio restituisce un'immagine che non sempre si riconosce. Un complimento inatteso, in questa stagione della vita, può pesare quanto una dichiarazione d'amore a vent'anni.

Non cercavo un'altra donna, cercavo uno sguardo. Mia moglie mi conosce da trentacinque anni e non mi guarda più: mi consulta, come si consulta un calendario. Quando una cliente del negozio ha cominciato a ridere alle mie battute e a toccarmi il braccio, mi sono sentito di nuovo un uomo e non un marito. È lì che ho capito quanto ero affamato, e quanto quella fame fosse pericolosa. — Giorgio, 61 anni, Verona

La storia di Giorgio mostra il meccanismo nella sua forma pura: chi tradisce per autostima non sta scegliendo un'altra persona, sta cercando una versione di sé che crede perduta. Per questo l'attenzione esterna funziona come un analgesico: toglie il dolore per qualche ora, ma non cura niente.

Fattori situazionali e il peso di sentirsi trascurati

I fattori situazionali sono la categoria più fraintesa. Alcol, distanza, stress e occasioni non creano il desiderio di tradire: creano le condizioni perché un desiderio già presente smetta di essere controllato. Un manager trasferito sei mesi in un'altra città non tradisce perché è lontano; tradisce perché la lontananza ha ridotto il matrimonio a una videochiamata stanca di dieci minuti, mentre la collega di progetto è diventata l'unica persona con cui parla davvero. La distanza ha solo tolto gli argini a un fiume che era già in piena.

Secondo l'Osservatorio sull'infedeltà 2025 di Gleeden, condotto con YouGov, circa 4 italiani su 10 dichiarano di aver tradito almeno una volta. Dietro molte di queste storie non c'è una grande passione ma una piccola occasione arrivata nel momento sbagliato: una trasferta, una festa, un periodo di stress in cui le difese erano al minimo.

Il sentirsi trascurati è la motivazione gemella, e per molti uomini la più dolorosa da confessare. È il padre che rientra la sera e scopre che in casa si parla solo di orari, spese e impegni dei figli: nessuno gli chiede come sta, perché si dà per scontato che stia. Dopo mesi di questo copione, un semplice come stai oggi? pronunciato da un'estranea apre una porta che in famiglia era murata da anni. Non è l'attrazione a fare breccia per prima: è l'attenzione.

Desiderio sessuale e ricerca di varietà

Il desiderio sessuale resta una motivazione centrale anche dopo i 50 anni, e fingere il contrario è il modo migliore per non capirci niente. Il problema, a questa età, è raramente la quantità: è il copione. Un uomo di 52 anni che da quindici fa l'amore nello stesso modo, alla stessa ora, con le stesse parole, non ha smesso di desiderare la moglie; ha smesso di desiderare quella liturgia. Quando il tema non si può nominare in camera da letto, perché ogni tentativo è caduto nel vuoto o nell'imbarazzo, la fantasia comincia a lavorare altrove.

La ricerca di varietà è la motivazione più fraintesa di tutte, perché viene liquidata come immaturità. Selterman la registra invece come spinta autonoma: c'è chi non mette in discussione l'amore per la partner e tuttavia sente il bisogno di rompere la monotonia, di verificare di essere ancora vivo, curioso, capace di sorprendersi. È una fame di vitalità prima che di sesso. Il punto critico è dove questa fame viene portata: dentro la coppia, diventa una conversazione difficile ma feconda su ciò che si desidera davvero; fuori, diventa un segreto che prima o poi presenta il conto.

Molte coppie mature scoprono che parlare apertamente di desiderio, magari partendo da un libro o da un viaggio pensato per stare soli, riapre canali che sembravano chiusi per sempre. Non è la varietà a distruggere i matrimoni: è il silenzio su di essa.

Dal perché al dopo: il metodo Gottman

Capire le motivazioni del tradimento non serve ad assolvere nessuno: serve a decidere. Chi vuole provare a ricostruire ha davanti un percorso preciso, quello elaborato da John Gottman in tre fasi: espiare, sintonizzarsi, riattaccarsi. Nella prima fase chi ha tradito risponde alle domande del partner senza difendersi, senza minimizzare, senza pretendere scadenze al dolore altrui. È la fase più dura, ed è anche quella che decide tutto: secondo i dati del Gottman Institute, quando questa disponibilità c'è la relazione sopravvive nell'86% dei casi, contro il 59% quando il confronto viene rifiutato.

La sintonizzazione viene dopo, quando la tempesta si placa: entrambi imparano a riconoscere i bisogni dell'altro in tempo reale, quegli stessi bisogni che, ignorati, avevano nutrito una delle otto motivazioni. Un esercizio usato in terapia chiede a ciascuno di scrivere una lettera sui mesi precedenti il tradimento usando solo frasi che cominciano con io mi sono sentito: niente accuse, solo vissuto. Quelle lettere diventano la mappa dei vuoti da colmare.

I terapeuti di coppia osservano che la maggior parte delle coppie che affronta il tradimento con un percorso strutturato non arriva al divorzio. Non perché dimenticare sia possibile, ma perché la crisi, guardata in faccia, costringe a una onestà che il matrimonio non conosceva da anni. Alcune coppie escono da questo lavoro più solide di prima; altre scelgono di separarsi, ma lo fanno con lucidità invece che con rancore. Sono entrambi esiti dignitosi.

Conclusione

Le otto motivazioni del tradimento individuate dalla ricerca di Selterman raccontano una verità scomoda ma utile: si tradisce per rabbia, per vuoto, per disimpegno, per autostima, per occasione, per abbandono, per desiderio, per fame di varietà. Quasi mai per una sola di queste ragioni, quasi mai all'improvviso. Il tradimento è più spesso il punto di arrivo di una lunga serie di silenzi che il gesto di un momento. Riconoscere quale motivazione ha lavorato nella propria storia, senza giustificarsi e senza flagellarsi, è l'unico punto di partenza serio, sia per chi vuole ricostruire sia per chi ha bisogno di chiudere. La consapevolezza non cancella quello che è successo. Ma è la sola cosa che impedisce di riviverlo.

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Nota: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Se stai vivendo una situazione di crisi relazionale, ti consigliamo di rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta qualificato.

Chi ha scritto questo articolo

Sara Marchetti

Sara Marchetti

Curatrice — Psicologia delle relazioni · Cura i contenuti di psicologia delle relazioni di Storie di Tradimento

Cura i contenuti dedicati alla psicologia delle relazioni e del tradimento, basandosi sulla letteratura pubblicata (Gottman Institute, Journal of Sex Research, Mayo Clinic) e sulle migliaia di storie raccolte dalla community del canale. I suoi articoli non sostituiscono un percorso con un professionista della salute mentale.

Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2026

Domande Frequenti

Lo studio di Selterman e colleghi sul Journal of Sex Research ne individua otto: rabbia verso il partner, mancanza di amore, scarso impegno nella relazione, bisogno di autostima, fattori situazionali come alcol e distanza, sentirsi trascurati, desiderio sessuale e ricerca di varietà. Raramente agisce una sola motivazione: quasi sempre se ne intrecciano due o tre.

Non necessariamente. La mancanza di amore è solo una delle otto motivazioni individuate dalla ricerca. Molti tradimenti nascono in relazioni ancora vive ma trascurate, o da fragilità personali come il bisogno di autostima, che con il partner c'entrano poco.

Da soli no: i fattori situazionali come alcol, distanza e stress non creano il desiderio di tradire, ma abbassano le difese e moltiplicano le occasioni. Agiscono da acceleratori su tensioni e vuoti che esistevano già prima.

Sì, ed è proprio la comprensione delle motivazioni a rendere possibile la ricostruzione. Il modello di Gottman prevede tre fasi: espiare, sintonizzarsi, riattaccarsi. Quando chi ha tradito accetta di rispondere alle domande del partner, la relazione sopravvive nell'86% dei casi.

No. Capire le motivazioni non significa spostare la colpa: la scelta di tradire resta di chi l'ha compiuta. Riconoscere però che alcune motivazioni nascono da dinamiche di coppia serve a entrambi per non ripetere gli stessi schemi, insieme o separatamente.

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