Storie di Tradimento

Le Statistiche sul Tradimento Mentono? I Numeri Veri Sono Più Alti

Marco De Luca

Marco De Luca

Direzione editoriale

9 min di lettura
le statistiche sul tradimento mentono — Storie di Tradimento
In breve
  • Con interviste anonime al computer l'infedeltà rilevata è circa 6 volte più alta.
  • Ogni statistica sul tradimento conta le confessioni, non i fatti: è un pavimento.
  • Per 9 italiani su 10 anche sexting e flirt aperto sono tradimento.
  • Prima di credere a un numero chiedi chi ha misurato, come, con quale definizione.

Se ti sei mai chiesto se le statistiche sul tradimento mentono, la risposta onesta è: quasi tutte dicono la verità su una cosa sola, cioè su quello che le persone sono disposte ad ammettere. Il fenomeno reale è un'altra faccenda. E tutto lascia pensare che sia più grande di quanto raccontino i numeri che circolano.

Questo non è il solito articolo pieno di percentuali sparate una dietro l'altra. È il contrario: una guida per capire perché quei numeri vanno letti con le pinze, chi li produce, come vengono raccolti e cosa nascondono. Perché sull'infedeltà si pubblicano cifre di ogni tipo, e la maggior parte non regge a due domande fatte bene.

Ogni statistica sul tradimento è una confessione, non un fatto

C'è una differenza abissale tra misurare un fenomeno e chiedere alle persone di confessarlo. Il consumo di corrente si misura con un contatore. L'infedeltà no: non esiste un registro dei tradimenti, non esiste un'anagrafe degli amanti. Ogni singola statistica sul tradimento che hai letto in vita tua nasce da un questionario, cioè da esseri umani che rispondono a domande imbarazzanti poste da altri esseri umani.

Ogni statistica sul tradimento è una confessione, non un fatto

Prendi il dato più citato al mondo. Secondo la General Social Survey americana, una delle indagini sociali più serie e longeve che esistano, analizzata dall'Institute for Family Studies, il 20% degli uomini sposati e il 13% delle donne sposate dichiara di aver avuto rapporti extraconiugali almeno una volta nella vita. Nota il verbo: dichiara. Nessun ricercatore ha verificato niente. Nessuno ha controllato telefoni, alberghi, testimoni. Quel 20% è semplicemente la quota di uomini che, davanti a una domanda diretta, ha ammesso.

E qui si apre il problema. Ammettere di aver rubato una caramella non costa niente; ammettere un tradimento può costare un matrimonio, una famiglia, una reputazione. Gli studiosi la chiamano desiderabilità sociale: la tendenza, del tutto umana, a dare la risposta che ci fa fare la figura migliore. Su temi come reddito, alcol e fedeltà, le persone aggiustano la verità perfino nei sondaggi anonimi, perché la vergogna non ha bisogno di testimoni.

Il risultato è che ogni percentuale sull'infedeltà è un pavimento, non un soffitto. Ti dice quante persone hanno confessato, non quante hanno tradito. La distanza tra i due numeri è la vera domanda. E qualcuno, per fortuna, ha provato a misurarla.

L'esperimento del computer anonimo: quando nessuno guarda, i numeri esplodono

Esiste un esperimento, citato nella nota metodologica degli studi sulla General Social Survey e pubblicato in ricerca peer-reviewed, che da solo vale più di cento sondaggi. I ricercatori hanno posto la stessa domanda sull'infedeltà a due gruppi di persone, cambiando una sola cosa: il metodo. Al primo gruppo la domanda veniva rivolta faccia a faccia, da un intervistatore in carne e ossa. Il secondo gruppo rispondeva da solo, in forma anonima, davanti a un computer.

L'esperimento del computer anonimo: quando nessuno guarda, i numeri esplodono

Il risultato è impressionante. Faccia a faccia, l'1,08% ammetteva un rapporto extraconiugale nell'ultimo anno. Al computer, in anonimato, la percentuale saliva al 6,13%. Stessa popolazione, stessa domanda, un numero circa sei volte più alto. L'unica variabile era lo sguardo di un'altra persona.

Fermati un attimo su questo dato, perché è il cuore di tutto l'articolo. Non misura quante persone tradiscono: misura quante persone mentono quando qualcuno le guarda. E dimostra, nero su bianco, che i dati dichiarati sottostimano il fenomeno in modo sistematico. Quando leggi che una certa percentuale ammette un'infedeltà, la domanda giusta non è «sarà vero?», ma «quanto manca all'appello?».

«Anni fa mi chiamarono per un sondaggio telefonico sulla vita di coppia, e a un certo punto arrivò la domanda sulla fedeltà. Risposi di no senza nemmeno pensarci: mia moglie era nella stanza accanto. Cosa avrei dovuto dire, scusa?» — Giorgio, 58 anni, Bari

La storia di Giorgio non è un'eccezione: è il meccanismo. Moltiplicala per migliaia di interviste e capisci perché nessun sondaggio tradizionale potrà mai fotografare il fenomeno per intero.

La definizione cambia tutto: cosa conta come tradimento?

C'è un secondo problema, ancora più sottovalutato del primo: prima di contare i traditori bisogna decidere che cosa conta come tradimento. E qui ogni indagine fa storia a sé.

La definizione cambia tutto: cosa conta come tradimento?

La General Social Survey chiede dei rapporti sessuali extraconiugali: tradimento fisico, consumato. Ma è davvero lì il confine? Per gli italiani, no. Secondo l'Osservatorio sull'infedeltà 2025 di Gleeden, condotto con YouGov, per circa 9 italiani su 10 l'infedeltà comprende anche il sexting e il flirt aperto, non soltanto il tradimento fisico.

Le conseguenze sono enormi. Se definisci tradimento solo il rapporto sessuale, ottieni un certo numero. Se includi i messaggi a sfondo sessuale, le chat notturne cancellate al mattino, il flirt insistente con la collega, ottieni un numero completamente diverso e molto più alto: stai contando comportamenti più diffusi e infinitamente più facili da mettere in pratica, perché bastano un telefono e dieci minuti di solitudine.

Pensaci la prossima volta che due titoli di giornale sembrano contraddirsi, uno che parla di infedeltà rara e uno che la descrive come dilagante. Spesso non si contraddicono affatto: stanno misurando cose diverse. Uno conta gli adultèri consumati, l'altro include anche le scappatelle digitali. Il telefono ha spostato il confine del tradimento, e le statistiche costruite su definizioni vecchie non se ne sono accorte.

La lezione è semplice: prima di credere a una percentuale, chiedi sempre quale domanda esatta è stata posta. Senza la definizione, il numero non significa nulla.

Chi risponde ai sondaggi non è un campione neutro

Il terzo difetto è il più tecnico, ma si capisce al volo: chi risponde a un sondaggio sull'infedeltà non è una fotografia fedele della popolazione.

Chi risponde ai sondaggi non è un campione neutro

Primo: molte indagini su questo tema sono commissionate da chi ci lavora sopra, piattaforme di incontri, siti per relazioni extraconiugali, app di dating. Non significa che i dati siano falsi, significa che vanno maneggiati sapendo chi paga il conto. Un'azienda che vive di infedeltà ha interesse a raccontare un fenomeno di massa, e i suoi iscritti non somigliano all'italiano medio estratto a caso.

Secondo: c'è l'autoselezione. Un questionario sull'infedeltà lo porta a termine chi accetta di parlarne. Chi ha tradito e ha seppellito il segreto tende a rifiutare l'intervista, o a mentire per coerenza con la versione che racconta da anni. Chi non ha nulla da nascondere risponde sereno. Il campione si deforma da solo, in silenzio, senza che nessuno se ne accorga.

Terzo: chi è sposato oggi non è chi era sposato ieri. I matrimoni distrutti proprio da un tradimento escono dal campione degli sposati: quelle persone, al sondaggio successivo, risultano divorziate e spesso nessuno chiede più loro niente. Le indagini sugli sposati fotografano anche, inevitabilmente, i sopravvissuti.

«Dopo il divorzio nessuno mi ha più chiesto niente. Finché ero sposato risultavo un marito fedele in ogni statistica possibile. La verità la sapevamo solo io, lei e l'avvocato.» — Antonio, 61 anni, Verona

Il paradosso del calo: si tradisce meno o si dichiara meno?

E arriviamo al paradosso più interessante degli ultimi anni. Secondo l'Osservatorio sull'infedeltà 2025 di Gleeden/YouGov, circa 4 italiani su 10 dichiarano di aver tradito almeno una volta. Il dato è in calo: era il 45% nel 2022 e il 44% nel 2019.

Il paradosso del calo: si tradisce meno o si dichiara meno?

Prima lettura: si tradisce davvero meno. Plausibile: più attenzione alla vita di coppia, meno occasioni, generazioni giovani più caute sul tema. Se fosse così, sarebbe una notizia enorme sul costume italiano.

Seconda lettura: si dichiara meno. Altrettanto plausibile, e per un motivo che hai appena visto. Se ormai 9 italiani su 10 considerano tradimento anche il sexting e il flirt, dire «ho tradito» è diventato più impegnativo: la parola copre più comportamenti, quindi chi la pronuncia confessa di più. Aggiungi un clima culturale che perdona meno, e ottieni risposte che si spostano anche se i comportamenti restano identici.

Quale delle due letture è vera? Onestamente: non lo sappiamo. E chi te lo dice con sicurezza assoluta sta vendendo qualcosa. Questo è il punto che vale la pena portarsi a casa: un trend nelle dichiarazioni non è un trend nei comportamenti. I sondaggi ripetuti negli anni misurano come cambia la disponibilità a confessare, che è già interessante di suo, ma non è la stessa cosa che misurare come cambia la fedeltà degli italiani.

Come leggere qualsiasi statistica sul tradimento

Arrivato fin qui hai già tutti gli strumenti. Mettiamoli in fila: cinque domande da fare a qualsiasi numero sull'infedeltà prima di crederci, che arrivi da un giornale, da un social o da una cena tra amici.

Come leggere qualsiasi statistica sul tradimento
  • Chi l'ha misurato? Un istituto di statistica pubblico, una rivista scientifica, o un'azienda che vende esattamente il fenomeno che descrive?
  • Come è stato raccolto? Faccia a faccia, al telefono, online in anonimato? Come hai visto, il solo metodo può cambiare il risultato di circa sei volte.
  • Con quale definizione? Solo rapporti fisici, o anche sexting, chat e flirt? Senza questa risposta due numeri non si possono nemmeno confrontare.
  • Su quale popolazione? Sposati, conviventi, single compresi? Cittadini estratti a caso o iscritti a una piattaforma di incontri?
  • Su quale arco di tempo? «Almeno una volta nella vita» e «nell'ultimo anno» producono numeri lontanissimi tra loro, ed entrambi vengono citati come se fossero equivalenti.

È per questo che in queste pagine trovi poche statistiche, sempre con la fonte scritta per esteso accanto: General Social Survey, Institute for Family Studies, Osservatorio Gleeden/YouGov. Quando un dato non esiste o non è verificabile, preferiamo dirti «questo non si sa» piuttosto che riempirti di numeri rotondi e infondati. Ammettere l'incertezza non è debolezza: è l'unico atteggiamento onesto davanti a un fenomeno che, per sua natura, si nasconde.

Conclusione

Quindi sì: le statistiche sul tradimento mentono, o per essere precisi dicono sistematicamente meno della verità. Le persone aggiustano le risposte quando si sentono osservate, le definizioni cambiano da indagine a indagine, i campioni si autoselezionano e i trend nelle dichiarazioni vengono spacciati per trend nei comportamenti. I numeri veri sono quasi certamente più alti di quelli dichiarati, come dimostra l'esperimento del computer anonimo, ma la cifra esatta non la conosce nessuno. Diffida di chi te la spara con due decimali e la faccia sicura.

Conclusione

C'è però una cosa che nessuna statistica potrà mai dirti, ed è l'unica che ti interessa davvero: cosa succede nel tuo matrimonio. Se sei arrivato a questo articolo perché un dubbio ti gira in testa da settimane, nessuna percentuale può confermarlo né smontarlo. I numeri servono a capire il fenomeno da lontano; la tua storia va guardata da vicino, con calma e con la stessa onestà che adesso sai pretendere dai numeri.

Il video di questa guida

TRADIMENTO in Italia: i numeri VERI sono 6 volte più ALTI

Lo stesso tema di questa guida, raccontato in video: guardalo senza lasciare l'articolo.

Leggere aiuta a capire. Un percorso ti aiuta a uscirne.

Il quiz e le prime 3 lezioni sono gratis con l'account. Poi 9,99€/mese, cancelli quando vuoi.

Fai il quiz gratuito

Ricevi una storia di tradimento gratis ogni settimana

Iscriviti alla newsletter. Niente spam, solo storie vere.


Stai attraversando un tradimento?

Fai il quiz gratuito

2 minuti, anonimo. Scopri il percorso giusto per te.

Articoli Correlati

Altri Articoli

30 ago 2026 · 10 min

Il Rientro dalle Vacanze e la Crisi di Settembre

La crisi di settembre è un fenomeno che chi lavora accanto alle coppie conosce bene: al rientro dalle vacanze estive, tra la fine di agosto e le prime settimane di autunno, matrimoni che sembravano re

Nota: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Se stai vivendo una situazione di crisi relazionale, ti consigliamo di rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta qualificato.

Chi ha scritto questo articolo

Marco De Luca

Marco De Luca

Direzione editoriale · Supervisiona la linea editoriale di Storie di Tradimento

Supervisiona la linea editoriale di Storie di Tradimento: guide pratiche, dati e aspetti legali, con fonti verificate (ISTAT, giurisprudenza di Cassazione) e rispetto per i protagonisti delle storie.

Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2026

Domande Frequenti

Perché cambiano metodo, definizione e campione. Un sondaggio che conta solo i rapporti fisici e uno che include anche il sexting misurano fenomeni diversi. Prima di confrontare due numeri, controlla sempre quale domanda esatta è stata posta.

Molto. Nell'esperimento citato nella nota metodologica degli studi sulla General Social Survey, con interviste anonime al computer la prevalenza annuale rilevata è risultata circa 6 volte più alta rispetto alle interviste faccia a faccia: 6,13% contro 1,08%.

No. L'infedeltà si può misurare solo chiedendola alle persone, e le persone mentono per vergogna o convenienza. I dati dichiarati sono un pavimento: il fenomeno reale è più alto, ma la cifra esatta resta inconoscibile.

Facendole cinque domande: chi l'ha prodotta, con quale metodo di raccolta, con quale definizione di tradimento, su quale popolazione e su quale arco di tempo. Se la fonte non risponde a queste domande, il numero vale poco.

Secondo l'Osservatorio sull'infedeltà 2025 di Gleeden/YouGov, gli italiani che ammettono un tradimento sono circa 4 su 10, in calo rispetto al 45% del 2022. Ma non sappiamo se si tradisce meno o se si confessa meno: un calo nelle dichiarazioni non è per forza un calo nei comportamenti.

Esplora Tutte le Categorie