Storie di Tradimento

Chi Tradisce di Più: Uomini o Donne? I Dati ISTAT 2026

Sara Marchetti

Sara Marchetti

Curatrice — Psicologia delle relazioni

9 min di letturaAggiornato: 6 lug 2026
chi tradisce di piu uomini o donne — Storie di Tradimento
In breve
  • Gli uomini sposati dichiarano più infedeltà delle donne: 20% contro 13% (General Social Survey).
  • Il picco non è a 40 anni: 26% tra i settantenni, 16% tra le sessantenni.
  • Tra i 18-29enni le donne sorpassano gli uomini: 11% contro 10%.
  • Con interviste anonime emergono circa 6 volte più casi: i dati sottostimano.

Chi tradisce di più: la domanda ha una risposta, ed è nei dati

La domanda su chi tradisce di più: uomini o donne attraversa da sempre le cene di famiglia, le discussioni tra amici e i pensieri di chi, dopo una scoperta dolorosa, cerca di capire se il proprio caso sia un'eccezione o una regola. Le risposte di pancia abbondano: «gli uomini sono fatti così», «ormai le donne non sono da meno». I numeri veri, invece, entrano raramente nella conversazione.

Qui facciamo il contrario: mettiamo in fila solo dati con la fonte dichiarata. Da una parte la General Social Survey americana, una delle indagini sociali più longeve al mondo, analizzata dall'Institute for Family Studies. Dall'altra l'Osservatorio sull'infedeltà 2025 di Gleeden, condotto con YouGov su un campione di italiani. Niente percentuali di fantasia, niente studi mai esistiti, niente esperti inventati.

La risposta breve è: sì, gli uomini dichiarano più infedeltà delle donne. Ma il divario è più stretto di quanto racconti il luogo comune, cambia radicalmente con l'età e tra i più giovani si è addirittura invertito. Chi si aspetta la solita favola del maschio cacciatore e della donna fedele per natura troverà in queste righe parecchie sorprese.

C'è infine una questione che quasi nessuno racconta: quanto valgono le risposte che le persone danno quando qualcuno chiede loro «ha mai tradito?». Il modo in cui si pone la domanda cambia enormemente i risultati, come vedremo nella nota metodologica finale. Vale la pena tenerlo a mente davanti a ogni singola percentuale di questo articolo: sono tutte fotografie di ciò che le persone ammettono, non di ciò che fanno.

Il divario reale: 20% contro 13% secondo la General Social Survey

Il dato più solido a disposizione arriva dalla General Social Survey, analizzata dall'Institute for Family Studies: il 20% degli uomini sposati dichiara di aver avuto rapporti extraconiugali nell'arco della vita, contro il 13% delle donne. Sette punti percentuali di distanza.

Il divario dunque esiste, è misurabile e va nella direzione che tutti si aspettano. Ma è un divario, non un abisso: per ogni tre mariti che ammettono un tradimento ci sono circa due mogli che fanno lo stesso. L'idea dell'infedeltà come faccenda quasi esclusivamente maschile non regge alla prova dei numeri, e non regge da tempo.

Vale la pena guardare anche il rovescio della medaglia, che nessuno commenta mai: la grande maggioranza delle persone sposate, uomini compresi, non dichiara alcun rapporto extraconiugale. Il tradimento è un fenomeno diffuso e trasversale, ma la fedeltà resta statisticamente la condizione più comune. Chi vive una scoperta dolorosa tende a convincersi che «lo fanno tutti»: i dati dicono il contrario.

Attenzione, però, a cosa misura esattamente questo numero: rapporti extraconiugali dichiarati, nell'arco di una vita intera, da persone sposate. Restano fuori i flirt spinti, il tradimento emotivo, le relazioni tra conviventi non sposati, tutto il territorio grigio che nelle coppie reali pesa moltissimo. È una fotografia parziale del fenomeno, ma è la più nitida che la ricerca seria ci metta a disposizione, ed è il punto di partenza obbligato per qualsiasi discorso onesto.

La sorpresa dell'età: il picco arriva dopo i 60 anni

Se vi chiedessero a che età si tradisce di più, quasi tutti rispondereste: attorno ai quaranta, la famigerata crisi di mezza età. I dati della General Social Survey raccontano un'altra storia: il picco dell'infedeltà maschile dichiarata si registra tra i settantenni, con il 26%, mentre quello femminile arriva tra le sessantenni, con il 16%.

Come si spiega un risultato così controintuitivo? In parte è un effetto di accumulo: la domanda riguarda l'intera vita, e chi ha settant'anni ha avuto più anni di matrimonio — e più occasioni — alle spalle. In parte è un effetto generazionale: quelle classi d'età hanno attraversato stagioni culturali in cui l'infedeltà maschile era socialmente tollerata, quasi messa in conto, mentre quella femminile restava un marchio.

Per chi ha superato i cinquanta, il messaggio è doppio. Primo: l'infedeltà non è una febbre giovanile che passa con gli anni; nei numeri, matura con l'età. Secondo: le donne della stessa generazione non ne sono affatto immuni, come dimostra quel 16% tra le sessantenni.

«Ho scoperto tutto a 64 anni, dopo trentotto di matrimonio. Lei ne aveva 61. Ero convinto che certe cose, alla nostra età, non succedessero più. Mi sbagliavo io, e mi sbagliavo su tutta la linea.» — Ettore, 66 anni, Padova

Storie come quella di Ettore arrivano più spesso di quanto si creda. La convinzione che «alla nostra età non succede» è esattamente il terreno su cui il tradimento tardivo prospera: nessuno sorveglia una porta che crede murata. I dati, su questo, sono meno rassicuranti delle nostre abitudini mentali.

Sotto i 30 anni il sorpasso: le donne dichiarano più degli uomini

La parte più clamorosa dei numeri riguarda i giovani. Nella General Social Survey, tra i 18-29enni sono le donne a dichiarare più infedeltà degli uomini: 11% contro 10%. Un punto percentuale appena, statisticamente fragile, ma il segnale è storico: per la prima volta il vecchio schema di genere si rovescia.

Le spiegazioni proposte sono diverse e probabilmente si sommano. L'indipendenza economica femminile ha tolto al matrimonio la funzione di rifugio obbligato. Lo stigma sociale, che per generazioni ha colpito la donna infedele molto più dell'uomo, si è attenuato. E le occasioni — lavoro, viaggi, piattaforme digitali — si sono progressivamente equalizzate tra i sessi.

Serve comunque prudenza nella lettura: un punto di scarto in una fascia d'età ristretta può oscillare da una rilevazione all'altra. Quello che conta è la tendenza di fondo, coerente lungo tutte le età: più si scende con gli anni, più il divario tra uomini e donne si assottiglia, fino ad annullarsi e invertirsi.

Per un lettore maturo questo dato dice qualcosa anche sul mondo delle proprie figlie e dei propri nipoti: le nuove coppie giocano una partita con regole diverse da quelle che i loro padri hanno conosciuto. Chi giudica i comportamenti di oggi con le categorie di ieri — il marito che «può capitare», la moglie che «non sia mai» — semplicemente non li capirà. E rischia di non capire nemmeno la propria coppia.

E in Italia? Il quadro dell'Osservatorio Gleeden/YouGov

Per il nostro paese la rilevazione più recente è l'Osservatorio sull'infedeltà 2025 di Gleeden, condotto con YouGov: circa 4 italiani su 10 dichiarano di aver tradito almeno una volta nella vita. Il dato è in lieve calo: era il 45% nel 2022 e il 44% nel 2019.

Il dettaglio femminile conferma che il fenomeno non è una prerogativa maschile nemmeno da noi: l'infedeltà dichiarata dalle donne italiane si attesta al 34%, anche qui in discesa rispetto al 41% della rilevazione precedente. Più di una donna su tre: altro che eccezione alla regola.

Due cautele di lettura sono doverose. La prima: Gleeden è una piattaforma di incontri extraconiugali, e sebbene l'indagine sia condotta con un istituto demoscopico come YouGov, misura sempre dichiarazioni, con tutti i limiti che vedremo. La seconda: le definizioni contano moltissimo. «Aver tradito almeno una volta» è una domanda molto più larga dei «rapporti extraconiugali di persone sposate» della General Social Survey: include i fidanzamenti, le convivenze, gli episodi mai confessati di trent'anni fa. È per questo che le percentuali italiane appaiono più alte di quelle americane.

Confrontare i due numeri come se misurassero la stessa cosa sarebbe un errore da bar. Letti ciascuno per quello che è, però, convergono sulla stessa conclusione: il tradimento riguarda entrambi i sessi, in proporzioni diverse ma tutt'altro che lontane, e la distanza si sta riducendo rilevazione dopo rilevazione.

Quanto fidarsi di questi numeri? La nota metodologica

Ed eccoci al punto che cambia la lettura di tutto l'articolo. Uno studio peer-reviewed ha confrontato due modi di porre le stesse domande sull'infedeltà: con interviste anonime al computer, la prevalenza annuale rilevata è risultata circa 6 volte più alta che con interviste faccia a faccia — 6,13% contro 1,08%.

La conclusione è tanto semplice quanto scomoda: i dati dichiarati sottostimano il fenomeno, e di parecchio. Le persone mentono, o tacciono, quando c'è un essere umano davanti. Ogni percentuale letta fin qui va quindi considerata un pavimento, non un soffitto: la realtà sta più in alto, non sappiamo esattamente di quanto.

C'è di più: la sottostima potrebbe non essere uguale per i due sessi. Se il giudizio sociale sulla donna infedele resta più severo — e in Italia, per le generazioni mature, lo è ancora — è plausibile che le donne confessino meno volentieri degli uomini. Una parte di quei sette punti di divario tra il 20% e il 13% potrebbe essere, in realtà, un divario di sincerità più che di comportamento.

Non possiamo dimostrarlo, e infatti non lo affermiamo come un fatto: lo segnaliamo come ipotesi che la stessa nota metodologica rende legittima. È il motivo per cui la domanda «chi tradisce di più» merita una risposta con i numeri, ma anche l'onestà di dire dove i numeri finiscono e comincia l'interpretazione.

Conclusione

Allora, chi tradisce di più: uomini o donne? Gli uomini, secondo tutte le rilevazioni disponibili: 20% contro 13% tra le persone sposate della General Social Survey. Ma questa risposta secca, da sola, è quasi fuorviante.

Il quadro completo dice che il divario è di sette punti e non di un ordine di grandezza; che il picco dell'infedeltà arriva dopo i sessant'anni per entrambi i sessi, non nella crisi dei quaranta; che tra gli under 30 le donne hanno già effettuato il sorpasso; e che in Italia più di una donna su tre dichiara di aver tradito almeno una volta.

Soprattutto, dice che tutti questi numeri sono con ogni probabilità sottostimati, forse in misura diversa tra i sessi. La conclusione onesta non è «gli uomini sono infedeli e le donne no», ma un'altra: il tradimento è un fenomeno umano e trasversale, che l'età non spegne e che il genere colora molto meno di quanto pensiamo.

Se questi dati vi hanno sorpreso, chiedetevi quale idea del tradimento avevate prima di leggerli. Spesso è proprio lì, nelle convinzioni mai verificate, che le coppie smettono di guardarsi davvero. E i numeri, almeno una volta tanto, servono a questo: a costringerci a guardare.

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Nota: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Se stai vivendo una situazione di crisi relazionale, ti consigliamo di rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta qualificato.

Chi ha scritto questo articolo

Sara Marchetti

Sara Marchetti

Curatrice — Psicologia delle relazioni · Cura i contenuti di psicologia delle relazioni di Storie di Tradimento

Cura i contenuti dedicati alla psicologia delle relazioni e del tradimento, basandosi sulla letteratura pubblicata (Gottman Institute, Journal of Sex Research, Mayo Clinic) e sulle migliaia di storie raccolte dalla community del canale. I suoi articoli non sostituiscono un percorso con un professionista della salute mentale.

Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2026

Domande Frequenti

Gli uomini, ma il divario è più stretto del previsto: secondo la General Social Survey americana, analizzata dall'Institute for Family Studies, il 20% degli uomini sposati dichiara rapporti extraconiugali contro il 13% delle donne. Sette punti di differenza, non un abisso.

Molto più tardi di quanto si creda. Il picco dell'infedeltà maschile dichiarata è tra i settantenni (26%), quello femminile tra le sessantenni (16%). La crisi dei quarant'anni, nei numeri, non è il momento più a rischio.

Sì, di poco: tra i 18-29enni della General Social Survey le donne dichiarano più infedeltà degli uomini, 11% contro 10%. È un punto solo, ma segnala che nelle nuove generazioni il vecchio schema di genere si è rovesciato.

Circa 4 su 10, secondo l'Osservatorio sull'infedeltà 2025 di Gleeden condotto con YouGov, in calo rispetto al 45% del 2022. L'infedeltà femminile dichiarata è al 34%, anch'essa in discesa dal 41% precedente.

Vanno lette come stime al ribasso. Uno studio peer-reviewed ha mostrato che con interviste anonime al computer la prevalenza annuale rilevata è circa 6 volte più alta che con interviste faccia a faccia (6,13% contro 1,08%): le persone confessano meno quando c'è un intervistatore davanti.

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